L’errore in cui incorre normalmente chi non conosce la letteratura fantasy è quello di immaginarla come un genere senza radici, banale, scontato o peggio modaiolo. La letteratura fantasy, nell’immaginario collettivo anche a causa di certa odierna cinematografia, piuttosto discutibile, è spesso trattata alla stregua di un coacervo di storielle popolate da maghi, fate e mostri assortiti normalmente ambientate in un luogo inesistente o perlomeno poco probabile.
Nulla di più errato!
Anche solo a osservare la caratura degli scrittori che, nel corso della storia, si sono cimentati in opere annoverabili nel fantasy vengono senz’altro i brividi. Personalità importantissime hanno utilizzato il fantasy come strumento per narrare le loro storie o per divulgare il loro pensiero.
Fin dalla notte dei tempi l’epica è stata il mezzo principe per raccontare le storie delle genti, dei re e delle regine, dei miti e dei riti di popoli e regioni. Attraverso la letteratura fantastica ci sono pervenute alcune tra le opere più pregevoli dell’intera storia umana, talmente ricche di significati e simboli da meritare l’appellativo di “immortali”.
L’epopea di Gilgamesh in Mesopotamia, le omeriche Iliade e Odissea, i nordici Edda di Snorri o Beowulf e i racconti dei Mabinogion sono solo alcuni esempi delle epiche storie che da centinaia, a volte migliaia di anni affascinano milioni di lettori in tutto il mondo, in ogni epoca. Più vicino a noi vi è ad esempio il ciclo Arturiano, mentre grandissimi nomi della nostra letteratura come Ariosto, Tasso e Collodi si sono cimentati in opere di genere fantastico.
Ma il fantasy cosiddetto moderno nasce in epoca piuttosto recente. Le spinte del neogotico e il pensiero neonaturalista del filosofo John Ruskin, in aperta polemica con l’era industriale e le sue alienazioni, aprono le porte a tutta una schiera di artisti, di ogni genere, che si cimentano in opere votate al recupero di un rapporto equilibrato con la natura e le sue leggi. La natura perciò non più vista come mero strumento per soddisfare i bisogni dell’uomo, ciò che sta accadendo ora, ma come ambiente in cui ricercare la propria armonia utilizzando l’indispensabile con profondo rispetto e gratitudine.
Sfociano da questa corrente artistico/filosofica i due più importanti iniziatori del genere fantasy moderno: R.E. Howard scrittore statunitense che nel 1932 pubblica i racconti di Conan il Cimmero e J.R.R.
Tolkien che pochi anni più tardi pubblica Lo Hobbit dando così la stura all’enorme saga, dalle infinite sfaccettature, che tutti conosciamo sotto il nome de Il Signore degli Anelli. Howard dà così inizio al sottogenere denominato Heroic Fantasy, mentre il professor Tolkien dà i natali al sottogenere denominato High Fantasy.
Ma è solo nel 1976, attraverso uno degli esponenti più importanti della fantasy moderno, che questo tipo di letture vengono per così dire sdoganate trasformandosi da genere di nicchia, riservato solo ad una ristretta cerchia di appassionati, a vero fenomeno di massa. Con La spada di Shannara Terry Brooks pubblica il primo vero e proprio best seller del genere che rimane primo nelle classifiche dei romanzi più venduti per mesi.
Nasce così il fantasy moderno e attraverso esso decine e decine di autori hanno fatto sognare, e continuano a farlo, milioni di lettori attraverso le suggestioni delle loro storie fantastiche. Eroi senza macchia né paura, maghi potentissimi e stregoni spietati, fate, gnomi, elfi, troll, terribili negromanti e tutto l’immenso corollario di creature che abitano questi racconti, sono supporto a storie fondate sull’amicizia, la lealtà, il coraggio e l’onore. I protagonisti si misurano in esperienze spesso al limite dell’immaginazione che fanno inevitabilmente emergere il meglio o il peggio di ogni attore della storia.
L’High è probabilmente il più nobile dei generi emersi sotto il grande cappello denominato Fantasy perché direttamente connesso, per struttura e per tematiche, all’epica antica e conseguentemente alla mitologia. Il complesso dell’High Fantasy evolve spesso nella ricerca di oggetti magici, nella costituzione di gruppi di ricerca, nell’evoluzione personale del protagonista e si svolge immerso nel viaggio.
Questo è uno degli archetipi fondamentali che abitano ogni narrazione dell’High Fantasy. Il sentiero che conduce alla scoperta di qualcosa o al recupero di qualche oggetto prezioso o magico, ma questi sono solamente pretesti per la vera ricerca. Il Sentiero è percorso per la ricerca del sé, per la trasformazione del sé. I protagonisti del fantasy scoprono in realtà la loro natura e attraverso le esperienze vissute nel viaggio della vita crescono e si formano.
Vi è un altro punto fondamentale, indispensabile da comprendere, impresso nel concetto di viaggio nel Fantasy. Il viaggio raramente viene eseguito in solitaria, esso acquista significato solamente se in compagnia di altri, se vissuto con gli altri e per gli altri. Il percorso di crescita personale non ha senso se condotto da eremita, solo attraverso la fiducia negli altri e la costruzione di un gruppo solido e solidale certi ostacoli possono essere superati.
Desidero però chiudere questo mio intervento sul Fantasy con un ultimo spunto di riflessione sull’aspetto ludico e fascinoso insito in questo genere. È innegabile il grande magnetismo che suscitano questi racconti. Da sempre la narrazione fantastica tiene i lettori incollati al testo perché tocca corde riconoscibili nell’animo di ognuno di noi. Le forti emozioni e lo schierarsi dalla parte del bene, della luce in netto contrasto con le tenebre, generano nel lettore un senso di appartenenza. Emerge così il nostro substrato creativo, emerge l’immaginazione, quella parte di noi che purtroppo questa società nichilista e materialista ha quasi completamente annientato.
La creatività è la base della progettazione e una società che non è in grado di progettare, di immaginare futuro, è irrimediabilmente destinata a degenerare fino al decadimento totale. Purtroppo i tempi moderni vanno verso questa direzione. La letteratura fantasy genera di per sé immaginazione, non è evasione dalla realtà ma ampliamento della stessa, allargamento dei suoi confini in una visione che la trascende trasformandola.
Demetrio Battaglia
scrittore fantasy

