Le antiche cronache di Archemur, avvallate da alcuni storici ulgan, riportano storie miste a leggenda sulle origini preistoriche della terra di Arkhesya. La teoria più accreditata riporta una catastrofe di dimensioni immani che sconvolse del tutto immense aree del pianeta distruggendo e uccidendo milioni e milioni di esseri viventi. Dalle acque, col passare delle ere, tornarono ad emergere alcune terre. Tra queste Arkhesya era un’isola sperduta in un oceano immenso che, nei successivi assestamenti delle macrozolle, cozzò contro uno sconosciuto continente formando l’attuale gigantesca catena del Glehaw.
Il Glehaw si trasformò per Arkhesya in una sorta di difesa naturale, ma anche una invalicabile barriera rispetto ad ogni altro territorio sconosciuto. Si conosce l’esistenza di terre al di là dell’oceano Gryst, in direzione nord est, ma risultano praticamente irraggiungibili a causa dei micidiali gorghi e delle miriadi di scogli che costellano quelle coste. Pochissime e molto imprecise le testimonianze di approdo e di esplorazione dovute al fatto che solo qualche pescatore si è spinto fino a quei luoghi o ne è stato spinto da qualche improvvisa mareggiata, evento frequente in quell’area del Gryst.
Fin dalla notte dei tempi Arkhesya divenne dimora di entità demoniache innominabili, mostri e creature dotate di magia grezza che si sbranavano per la sopravvivenza e per il territorio. Animali enormi abitavano queste terre e la particolare morfologia concorse a dividere le varie specie tra lacustri, montane, boschive, desertiche e da pianura. Grandi erbivori colonizzarono le immense piane del Sicland e animali feroci di grandi dimensioni si stabilirono in tutte le zone limitrofe al Sicland. Evidenti tracce di specie più piccole di erbivori e di carnivori si possono trovare in ogni luogo di Arkhesya in conformità alla loro indole e alle aree climatiche. Laghi e fiumi sono sempre stati molto ricchi di pesci e anfibi.
L’immensa palude Smelfy del nord nella notte dei tempi fu una zona dalla vegetazione lussureggiante colonizzata da ogni specie di rettili lasciando poco spazio al resto della fauna. I boschi e le foreste sono ricche della fauna tipica di quel tipo di ecosistema e lo stesso vale per pianure, vette, laghi, fiumi. Le razze magiche invece si stabilirono in ogni dove compresi i terribili demoni Koj, specie mutante, pericolosissima e dai poteri inconcepibilmente potenti. I Koi erano suddivisi in decine di razze tra cui i grandi e terrificanti Ry. I Ry dove giungevano si impadronivano di un’area di cui divenivano gli incontrastati padroni ed ogni altra creatura era sottomessa all’immenso potere magico di questi demoni.
Grande concentrazione di questi demoni si ebbe, quasi certamente, nelle aree di nord est. Alcuni grandi maghi bianchi dell’epoca moderna di Arkhesya sono riusciti a scrutare nelle cronache eteriche scoprendo che, probabilmente, le razze più piccole dei Koj, quelle meno violente e più propense alla vita in branco, subirono un’ultima mutazione rimanendo come cristallizzati in forme più semplici e più dense. Si pensa che alcune di queste entità demoniache alla fine si siano trasformate in una sorta di individui superiori che abbozzarono, in tempi remotissimi, un embrione di civiltà riunendosi in gruppi e in piccole comunità.
È azzardato affermare che poi questi esseri divennero entità superiori, ma è pur storicamente comprovato che quando i Dealantiti o giunsero sulle coste di Arkhesya questa non era abitata solamente da demoni o animali inferiori.
Il mondo di Arkhesya
Incontri con l'Autore
Gli Albori
La Stirpe di Gatra
Distrutta dal demone del lago la stirpe degli dei fu polverizzata
in mille frammenti. Nacquero le razze.
Venne il tempo delle guerre e le tenebre soggiogarono Arkhesya;
immani conflitti straziarono questa terra ed il male dominò le genti.
A Bahak risorse la luce ed il popolo del Silenzio sconfisse il male.
La maga della Fortezza, erede della stirpe sacra, giunse all'oscuro maniero e distrusse gli stregoni.
Infine l'era della pace e delle terre libere ebbe inizio.
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Arkhesya
